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martedì, febbraio 20, 2007

Come ti misuro la felicità


Hanno trovato un modo di misurare la felicità. Dicono. Ti mettono 256 sensori in testa e ti guardano dentro al cervello. Per capire se sei felice. Pare che funzioni così: c'è una parte di cervello che si chiama "Corteccia Pre-Frontale"; ti misurano l'attività celebrale in quella zona e in base a quello capiscono se sei felice o meno. Il campione del mondo, in base a queste misurazioni, è risultato essere un monaco buddista francese (vedi le cose strane... uno se li immagina tutti nepalesi o tibetani, quei tizi vestiti di arancione e pelati, invece poi scopri che ce ne sono pure francesi).

Chissà cosa succederebbe se attaccassero alla mia corteccia pre-frontale quei sensori... Sono sicuro che la maggior parte del tempo non sarebbe possibile effettuare misurazioni a causa dei valori troppo bassi ("Si dottore, ha capito bene... lo strumento è andato fuori scala... no dottore non capisco nemmeno io, ma sa... è lunedì mattina, non è che si può pretendere che... si dottore, senz'altro dottore... chiamo io il tecnico, non si preoccupi...CLICK"), però credo che qualche "picco" di felicità potrebbero anche trovarmelo... un abbraccio inaspettato, oppure qualcosa che va a finire proprio come ti aspettavi, una scena di un film riuscita davvero bene...

Cose così, senza troppe pretese. Uno mica aspira al titolo mondiale. In fondo anche saper trovare le cose buone tra quello che si ha può essere un modo per essere felici no?

("Ah salve dottore, è ancora lei... si il tecnico è passato... dice che secondo lui è tutto a posto... come dice dottore? l'umidità? si certo... potrebbe essere... CLICK")

lunedì, febbraio 19, 2007

Prendetevela con calma



Oggi, 19 febbraio, si celebra il giorno della lentezza.
Per un giorno, lasciatevi alle spalle la fretta, lo stress, le incazzature.
Prendetevela con calma.
Che poi non significa non fare nulla.
Ma prendersi il tempo giusto per fare le cose come si deve.

Per un giorno.

Tanto per cominciare.

lunedì, febbraio 05, 2007

Da consumarsi preferibilmente entro il....









Giovedì mi scade il contratto.
Sto un pò in ansia.
Poi magari va tutto bene.
Però sto in ansia lo stesso.

Ve lo volevo far sapere.

mercoledì, gennaio 17, 2007

I sogni nel cassetto















Un pò di giorni fa su un forum una simpatica utente ha posto questo simpatico interrogativo:

"Qual'è il vostro sogno nel cassetto?"

Un pò di tempo fa non avrei avuto grosse difficoltà a rispondere a questa domanda.
Fare la rockstar, vincere la 24 ore di Le Mans, cose così, terra terra.
Ma adesso che la vita (intesa come evidente mancanza di talenti e di capacità di sfruttare le opportunità, tanto per definire un pò il concetto), mi ha fatto ritrovare in un ufficio di tre metri per tre con un contratto a tempo determinato che mi tiene in ansia perenne (ma per il quale ho pure l'impressione che dovrei ringraziare... mah), non riesco a trovare una risposta così immediata.
Mi sono ritrovato con dei sogni molto ridimensionati, per così dire.
Tipo comprare una casa.
Tipo trovare il modo di non finire i miei giorni in solitudine.
Cose così.
Questa pseudoricerca interiore, ed i risultati a cui ha portato, mi hanno lasciato un pò attonito.
Sarà che sto diventando vecchio?

venerdì, dicembre 15, 2006

Ronaldinho.

La scorsa notte non riuscivo a dormire.
Così mi sono messo a fare zapping.
E tra vecchi telefilm, documentari e pubblicità di telefoni erotici sono capitato su un canale che trasmetteva la replica di una partita del Barcellona. Era appena iniziata, mi sono fermato.
Partita non male, il Barça domina agevolmente, ma per tutto il primo tempo non riesce a segnare.
Verso il quarantesimo minuto poi è capitato un episodio particolare: il centrocampista portoghese Deco avanza scavalcando la linea di centrocampo, da un'occhiata in giro e poi appoggia una palla rasoterra sulla sua sinistra, verso Ronaldinho, defilato sulla fascia.
Avete presente Ronaldinho.
Ecco, quello lì.
La palla è lenta, rasoterra, banale. E Ronaldinho sbaglia lo stop!
Lui allunga il piede verso il pallone, in un gesto automatico che avrà fatto un miliardo di volte, ma quello gli passa beffardamente sotto la suola e finisce in fallo laterale.
Ora, a vedere il miglior giocatore di calcio del mondo sbagliare un gesto così elementare ci si rimane un pò male.
E uno pensa "chissà come sarà incazzato lui!!".
E invece no.
Il regista lo inquadra in primo piano.
E lui ride. Ma non un sorriso forzato tanto per far finta di niente.
Proprio una risata, una risata di uno che si sta divertendo un mondo!
Vedendo una scena del genere sono rimasto un pò spiazzato.
Vuoi vedere, ho pensato, che allora c'è ancora qualcuno che pur giocando al livello più alto possibile si diverte ancora col pallone?
Come mi divertivo io quando giocavo in mezzo alla strada o in cortile, da ragazzino, per ore.
Ci si incontrava sempre alla stessa ora, senza bisogno di mettersi d'accordo.
E si giocava.
Le squadre fatte tirando a sorte ("e no dai... quello non lo voglio, è una pippa!" - "vabbè, lo metti in porta!").
Con le porte fatte con i giacconi o le borse messi per terra.
Con le nostre regole ("cominciamo così, poi se è squilibrata rifacciamo le squadre").
Con una mamma che ad un certo punto s'affacciava sempre da una finestra e strillava "Pierooooo!!! Vieni su che è pronto!!!!".
E Piero era sempre quello che aveva portato il pallone!
Avete presente quando adesso fanno vedere il cartello con i minuti di recupero? Ecco, quello in cortile era la stessa cosa. Anche perchè poi la risposta di Piero era sempre la stessa. "Ancora 5 minuti!!!".
In quel momento Ronaldinho m'è sembrato uno di noi. Uno di quei ragazzini.
Magari il più bravo di tutti, ma che si diverte come gli altri.
Per la cronaca, il Barcellona poi quella partita l'ha vinta.
Con due gol di Ronaldinho.
E avreste dovuto vedere come rideva, alla fine!

martedì, aprile 18, 2006

Città vuota.


Gente che parte...
Un popolo che si sposta e va in vacanza...
Un ponte via l'altro.
Per quanto mi riguarda, io non mi muovo da qui. Vi guarderò partire, vi guarderò quando sarete in coda in autostrada. Vi guarderò quando vi intervisteranno al telegiornale e voi direte sempre che in vacanza si sta bene... Vi guarderò quando poi, alla fine, tornerete e vi lamenterete perchè è stato tutto troppo breve.
Io me ne starò qui. Domenica mattina me ne andrò in giro per la città vuota, magari in bicicletta.
Buon viaggio gente...

lunedì, aprile 10, 2006

Serata all'amatriciana


Basta poco.
Basta una serata passata ad ascoltare musica, a mangiare pasta all'amatriciana, a far chiacchiere fino a tardi con gente conosciuta da poco alla domenica sera, fregandosene che il giorno dopo è lunedì. Sarà il gusto del guanciale rosolato in mezzo agli spaghetti, sarà il leggero mal di pancia dovuto alla troppa birra e alle risate.
Insomma, è stata una bella serata.

martedì, aprile 04, 2006

Giorno di paga.

Quando arriva la busta paga...
Quando leggo esattamente nero su bianco quanto vale il mio tempo, passato dentro ad un ufficio di tre metri per tre...
Mi viene una gran voglia di deprimermi e riconsiderare da capo tutta la mia scala di valori...

martedì, marzo 28, 2006

Tra traffico e lenzuola...




Alcuni giorni cominciano così...
Un'ora e un quarto di coda per arrivare in ufficio.
Bastano 2 gocce d'acqua e il traffico si paralizza. Avresti voglia di tornartene a letto e rimetterti a dormire, almeno fino a quando non smette di piovere.
Ma non si può. E in più... questo è soltanto l'inizio!